LA FONDAZIONE BARUMINI AL GREMIO DEI SARDI DI ROMA

01/06/2019

Barumini, 30 maggio 2019. Dalle attività di scavo dei primi anni ’50 che hanno portato alla luce le bellezze storiche e archeologiche di Su Nuraxi, sino alla consacrazione di Barumini come una delle mete turistiche più appetibili per i visitatori in Sardegna con le sue 150.141 presenze nel solo 2018, passando per il lavoro di valorizzazione del sito culminato con il riconoscimento dell’Unesco a Patrimonio dell’Umanità. Si è concentrata in questo viaggio nella storia che ruota attorno a Su Nuraxi e all’area di Barumini la partecipazione della Fondazione sistema Cultura di Barumini all’appuntamento organizzato a Roma lo scorso 25 maggio dal Gremio dei Sardi. La serata, alla quale hanno partecipato tra gli altri Salvatore Belisai e Caterina Lilliu, presidente e vice presidente del Cda della Fondazione, Salvatore Cubeddu e Gino Mazzullo, si è incentrata sulla figura del professor Giovanni Lilliu, archeologo, Accademico dei Lincei e figura di spicco della storia e cultura sarda. L’appuntamento di Roma tra parole, immagini e musica ha permesso ai partecipanti di ricordare e approfondire la figura del professor Lilliu e ha rappresentato un momento di confronto sulle politiche in atto a Barumini come modello vincente per veicolare le eccellenze archeologiche in un sistema turistico integrato in rete tra i territori della Marmilla.

“L'importante riconoscimento dell'Unesco a Barumini e alla Sardegna è stato reso possibile grazie all'opera di Giovanni Lilliu che diede avvio agli scavi della reggia nuragica - hanno detto durante l’incontro Belisai e Lilliu - e proprio per tutelare il sito e creare un nuovo volano socio-economico per il territorio è nata la Fondazione Barumini sistema cultura. Partendo dall’idea di mettere a sistema il patrimonio locale e di rappresentare un punto di riferimento per le espressioni culturali isolane - hanno sottolineato - è stata messa in campo nel tempo un'azione che ha puntato a consolidare una rete integrata capace di tutelare, conservare e valorizzare i Beni Culturali dell’area e al tempo stesso di creare tante opportunità di lavoro per i giovani delle nostre comunità locali”.

Tra le azioni della Fondazione, ricordate durante l’incontro, anche la nascita del Polo museale attivo dal 2006, l’inaugurazione del Centro di Comunicazione e promozione del patrimonio culturale intitolato a Giovanni Lilliu (2008) e della Scuola di scavo e restauro (2010). Illustrate nel corso della serata anche le collaborazioni che la Fondazione porta avanti da anni con importanti partner istituzionali, regionali e nazionali, passando per le collaborazioni con altri siti archeologici, museali, fondazioni ed enti locali che hanno consentito di attivare importanti manifestazioni come l’Expo del turismo culturale in Sardegna arrivato lo scorso anno alla sua quinta edizione.

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