Barumini ancora una volta si conferma ambasciatrice d’eccellenza della Sardegna nel panorama del turismo culturale.
Con la sua presenza al World Tourism Event (WTE), appuntamento di riferimento nazionale e vetrina internazionale per il turismo dei siti UNESCO, la Fondazione Barumini Sistema Cultura ha portato al centro della scena il modello Barumini: un territorio che fa rete e che si racconta come cuore pulsante della Sardegna del turismo lento, consapevole e responsabile.
All’interno dello stand dedicato alla Regione Sardegna, lo spazio della Fondazione è stato molto visitato attirando operatori, amministratori e visitatori. L’interesse dimostrato per le esperienze proposte ha confermato l’attrattività del territorio e la solidità di un modello che unisce tutela, valorizzazione e innovazione.
Un’occasione che ha posto le basi per nuovi flussi e canali turistici, consolidando relazioni e collaborazioni con interlocutori nazionali e internazionali del turismo culturale e sostenibile.
“Anche i numeri di quest’anno confermano l’alto valore del nostro territorio – ha ricordato Emanuele Lilliu, presidente della Fondazione Barumini Sistema Cultura – oltre 160 mila visitatori hanno scelto ancora Barumini per vivere un’esperienza autentica, fatta di scoperta, cultura e rispetto. È la conferma che il turismo lento non è solo una tendenza, ma una vocazione che la nostra comunità porta avanti da tempo, con coerenza e passione”.
Nel corso degli appuntamenti del WTE, la Fondazione ha contribuito con testimonianze e riflessioni sul ruolo della cultura come motore di sviluppo, anche attraverso gli interventi di Gianluca Lioni, componente del Consiglio di Amministrazione, che ha sottolineato il valore della cooperazione tra territori, istituzioni e comunità.
“Barumini, con il suo straordinario complesso nuragico Su Nuraxi, patrimonio mondiale dell’UNESCO e con la rete dei suoi centri culturali, rappresenta oggi un modello di gestione integrata del patrimonio – sottolinea Lioni – Casa Zapata, il Centro Servizi Giovanni Lilliu e il Laboratorio di Restauro, tra i più importanti della Sardegna, testimoniano un impegno costante nella valorizzazione, nella ricerca e nella formazione”.
Il laboratorio è diventato anche sede del primo corso universitario in Conservazione e Restauro dei Beni Culturali in Sardegna, promosso in collaborazione con l’Università di Cagliari e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, che ha contribuito con il suo prezioso supporto scientifico e istituzionale, rafforzando ulteriormente la rete di competenze che ruota intorno a Barumini.
Un percorso che si rinnova anche attraverso iniziative come l’Expo del Turismo Culturale in Sardegna, organizzato dalla Fondazione: un evento che ha consolidato il ruolo di Barumini come centro propulsore di confronto e progettazione condivisa nel settore turistico e culturale.
“Barumini – ha concluso Lioni – non è solo un luogo da visitare, ma un luogo da vivere. È il simbolo di una Sardegna che si apre al mondo senza rinunciare alla propria identità, promuovendo un turismo di scelta, rispettoso, consapevole e autentico. Questa è la nostra strada, e continueremo a percorrerla insieme, facendo sistema”.










